lunedì 19 giugno 2017

Non si è mai contemporanei dell'invisibile


CAPITOLO V°
LA CIVILTA’ DELLA GROTTA

Paragrafo E, quinto.
Totale 29esimo
29-V-(E)

IL SERMONE SULLE COSE INVISIBILI


“All’uomo era stato donato l’occhio della carne
e quello dello spirito, ma, quando il millennio
sarà finito, lo spirito sarà cieco
e l’uomo vedrà solamente
le cose di un mondo destinato a passare.
Egli dimenticherà che i mondi sono due:
il primo fatto di pietre eterne cementate con l’amore
e la spiritualità, il secondo di pietre
che si sgretoleranno nel tempo,
cementate con l’ansia del successo e l’egoismo.
Il primo mondo e’ eterno, il secondo temporaneo.
Questo e’ il grande segreto che l’uomo
dimenticherà’ completamente,
vivendo solamente per ciò che vede
con l’occhio della carne,
per le pietre che si sgretolano,
per i muri destinati a crollare.
E vivrà male.
La pazzia umana preferirà il temporaneo
all’eterno e l’uomo che vedrà quel sottile raggio
d’amore che unisce sin dalla nascita tutti
gli uomini. Non vedrà quel sottile raggio vitale
che unisce tutti gli esseri viventi della terra.
...L’uomo che usa solamente l’occhio
della carne vivrà male e soltanto meta’
della sua vita, perché vedrà solo le foglie
e non i fiori, ne’ le anime sante che ci sono accanto
per consolarci e aiutarci nel momento
in cui passeremo dal temporaneo all’eterno.
Non vedra’ l’eterna pianta che da’ tre frutti
distinti, ma uguali: amore, bontà, felicita’,
ma quando le pietre saranno rinnovate
e i tempi della carne sepolti, l’Eterno riaccenderà
nell’uomo l’occhio dello spirito e di esso l’uomo
vivrà in una dimensione di felicita’ angelica.”

monaco Basilio di Kronštadt
1700 S.Pietroburgo

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