lunedì 29 maggio 2017

The Antichrist by Ven. Fulton Sheen ~ HD

Caro don, io vado - Marco Manfredini

Caro Don, io vado.
Vado, anche se tu sei un po’ perplesso.
Vado, anche se mia moglie preferirebbe che non andassi.
Vado, anche se i miei colleghi sperano che mi arrestino.
Vado, anche se persino il dottore, il commercialista e il salumiere mi guardano male.
Vado, perché in verità una processione di preghiera non può fare che bene.
Vado, perché ho dei figli, e non voglio lasciarli in balia di un’antiutopia omocratica.
Vado, perché quando i chierici se la squagliano, rimane un manipolo di laici.
Vado, perché se non andiamo ora, ci condanniamo all’irrilevanza.
Vado, perché l’offesa che una manifestazione di tal fatta arreca alla mia città e alla legge divina non può passare sotto silenzio.
Vado, perché don Cugini, poveri noi.
Vado, perché don Goccini, per favore.
Vado, perché Camisasca, chi l’ha visto?
Vado, perché Bergoglio, per carità lasciamo stare.
Vado, perché per fortuna esistono ancora preti come don Giorgio Bellei ed alti prelati come il cardinale Burke.
Vado, perché non posso sbagliare se Radio Spada, Riscossa Cristiana, Summorum Pontificum, UnaVox, persino La Croce!
Vado, perché l’obbedienza a chi ha perso la bussola non può diventare un alibi per nascondersi.
Vado, perché sono obbediente agli insegnamenti della Chiesa di sempre.
Vado, perché della verità è stato fatto già abbastanza scempio.
Vado, perché se non andassi sarebbe una grave omissione di testimonianza.
Vado, anche se stavolta c’è il rischio di prenderle. A maggior ragione, se c’è questo rischio, vuol dire che è la cosa giusta da fare.
Vado, perché tra quelli che conosco non viene quasi nessuno.
Vado, perché avrei mille altre cose da fare, ma questa è di gran lunga la più importante.
Vado, perché ormai solo un intervento divino può far rinsavire gli uomini.
Vado, perché una “veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia e della transfobia” non sta ne in cielo ne in terra.
Vado, perché non si capisce chi siano le vittime dell’omofobia, ma sono ben evidenti i danni dell’omofilia.
Vado, perché essere omosessuale oggi, più che discrimine negativo, in questa società sottosopra è  considerato un titolo di merito.
Vado, e lo ripeterò all’infinito, perché l’acqua bagna, il sole scalda, e un bambino ha bisogno di un padre e una madre.
Vado perché da queste parti abbiamo già sopportato la resistenza rossa, la guerra civile, il triangolo della morte, la sinistra al potere per settant’anni, l’ANPI, l’antifascismo, il cattocomunismo, Dossetti senior, il dossettismo e Dossetti junior, Prodi, Melloni, Del Rio, il PD e il terremoto. Se permettete, ne abbiamo avuto abbastanza.
Vado, perché Dio agisce attraverso di noi.
Vado, perché non c’è alcun pride da esibire quando si è gay. Infatti si finisce per esibire certe parti del corpo che sarebbe opportuno tener coperte.
Vado, perché ne ho già viste abbastanza per stare a casa.
Vado, perché se arriveranno (Dio ci scampi) a comandare i musulmani, rimpiangeranno la presunta intransigenza della tradizione cattolica.
Vado, perché tutta ‘sta gaiezza nel Gay Pride non la vedo. Vedo una gran tristezza ricoperta da lustrini.
Vado, perché tutto sto divertimento non lo vedo. Vedo un gran invertimento.
Vado, perché “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”.[1]
Vado, perché quando si serrano le fila, meglio essere dalla parte giusta, anche se in pochi.
Vado, perché preferisco una Chiesa arretrata ad una Chiesa che arretra di fronte al nemico.
Vado, e se non ci danno il Duomo andremo sul sagrato, se non ci danno il sagrato andremo sul marciapiede, se non ci danno il marciapiede andremo sulla strada, se non ci danno neanche la strada torneremo nelle catacombe. L’importante è esserci.
Vado, perché “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”.[2]
Vado, perché non va il Papa, non va il Vescovo, non vanno i pastori, non vanno i frati, non vanno le suore… tocca per forza andare a noi poveri laici.
Vado, perché è l’unico modo per voler bene agli omosessuali: pregare per la loro conversione.
Vado, perché non sono omofobo, ma non mi omologo.
Vado, perché se per i preti il Gay Pride è una manifestazione legittima, c’è urgente bisogno di andare.
Vado, perché se dagli stessi preti una processione di preghiera è considerata una provocazione, è meglio chiudere definitivamente i seminari.
Vado, perché la coscienza me lo chiede, la dottrina me lo chiede, la tradizione me lo chiede, la scrittura me lo chiede, il buon senso me lo chiede, e anche il buon costume… me lo chiedono tutti.
Vado, perché di chiappe al vento non ne vorrei veder sventolare nella mia città.
Vado, perché se lasciamo passare questa non avremo motivo per non accettare tutto ciò che verrà dopo.
Vado ora, perché domani forse sarà troppo tardi per riparare.
Vado, perché di Grillini ne abbiamo piene le gonadi.
Vado, perché a Reggio si è celebrata la prima “unione civile” italiana, sarebbe bello fosse stata anche l’ultima.
Vado, perché è giusto “accogliere” gli omosessuali, facendogli presente che la loro è un’inclinazione “oggettivamente disordinata”.
Vado, perché è bene “accompagnare” chi sbaglia, indicandogli però la strada giusta, che in questo caso è nella direzione opposta da quella intrapresa.
Vado, perché ho fatto “discernimento”, e ho discernuto (pare si dica così) che bisogna andare.
Vado, perché andare è usare vera “misericordia” verso queste persone che sbagliano, non andare è inutile misericordismo.
Vado, e un giorno, se dovessero rinsavire, ci ringrazieranno anche loro.
Vado, perché nella Bibbia l’arcobaleno è simbolo della alleanza di Dio con gli uomini dopo il diluvio che ha purificato l’umanità peccatrice. L’arcobaleno delle gaie bandiere al contrario dà l’impressione di voler provocare Dio affinché mandi un altro diluvio a lavare la corruzione dell’anima umana.
Vado, perché quando il gioco si fa duro, i credenti iniziano a pregare. Pubblicamente.
Vado, perché con la Cirinnà abbiamo un conto in sospeso.
Vado, perché Reggio Emilia rischia di diventare l’epicentro dello scontro tra civiltà cristiana e inciviltà laicista. Occorre esserci.
Vado, perché non può esistere un paese dove c’è libertà di manifestare qualsiasi idea aberrante, mentre occorre nascondersi per dire la verità.
Vado, perché qualcuno bisogna pure che vada.
Vado, e che Dio mi strafulmini se non lo faccio.
Vado, perché “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me”.[3]
Vado perché vorrei, con le parole di Elisabetta[4], che lo stato ritornasse sovrano e magari la Chiesa cattolica.
Vado, perché non ho niente contro gli omosessuali, ma tutto contro i gay.
Vado perché com’è che dicevano quelle là? “Se non ora quando?”
Vado, perché il carnevale c’è già stato a marzo.
Vado perché i sessi sono due, le devianze infinite.
Vado, perché sono disposto ad accettare la Croce, ma Crocetta NO.
Vado, perché sono già stato fermo abbastanza.
Vado, perché San Paolo, San Tommaso, Sant’Agostino, Santa Caterina, San Pio V… mi pare siano stati abbastanza chiari. Impongono di andare.
Vado, perché arrivati a un passo dal baratro qualcuno dovrà pur fare qualcosa.
Vado, perché più siamo e più abbiamo la possibilità di essere ascoltati dall’Alto.
Vado, perché non c’è dubia che si debba andare.
Vado, perché se altri vanno per rivendicare la pubblica sodomia, noi, a Dio piacendo, andiamo a ripristinare pubblicamente la verità.
Vado, perché se non vado io, chi ci deve andare?
Vado, perché, parafrasando un detto di moda: “chi sono io per non andare?”
Vado, e non aspettatemi, torno tardi.
Vado, vieni anche tu?
____________________________
[1] (Mt 18,6)
[2] (Gv 15,20)
[3] (Gv 15,18)
[4]Elisabetta Frezza, nell’articolo Quella processione che fa tanta paura, comparso su La Croce il 18 maggio. [Fonte]

 http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/05/caro-don-io-vado-marco-manfredini.html

Ai Cattolici: è ora che ci svegliamo

DIO È MERITOCRATICO. UN LIBRO DI GOTTI TEDESCHI PER DIRE AI CATTOLICI: È ORA CHE CI SVEGLIAMO…

Marco Tosatti
Il nuovo libro di Ettore Gotti Tedeschi, economista, esperto di finanza, banchiere ed ex presidente dello Ior, si intitola “Dio è meritocratico”; ma in realtà avrebbe potuto anche intitolarsi con le parole con cui si chiude la prima parte: “In pratica, è ora di svegliarci!”. Rivolto, naturalmente ai cattolici, troppo proni a subire e inghiottire e a metabolizzare tutta una quantità di menzogne, false idee, opinioni distorte su se stessi, la propria fede e la propria Chiesa. Tutti; e quando diciamo tutti, vogliamo proprio dire tutti, a partire dal Maggior Piero, come lo chiamerebbe Dante.
La grande responsabile di una quantità di malanni, nella Chiesa e nel mondo, secondo l’autore, è la Gnosi; un’eresia antica, che però a differenza di altre non è rimasta inghiottita nelle sabbie del tempo, ma ha saputo modificarsi, adattarsi sopravvivere e adesso mostrare il suo volto trionfante. “Se siamo convinti che nulla di importante succeda per caso, non possiamo credere che sia naturale questo processo di avanzata della gnosi, che sembra aver abbattuto, con un colpo mortale, una civiltà cristiana bimillenaria con un’accelerazione incredibile negli ultimi cinquant’anni. Le spiegazioni che giusti- ficano il crollo della fede con il progresso, la scienza, la tecnica, la globalizzazione ecc. non stanno in piedi, essendo la medesima fede ad averne originato le premesse”.
Certo, per un credente, quale Gotti Tedeschi è sicuramente, un responsabile principale e primordiale c’è: è quel signore che, secondo la Bibbia, si ribellò, mosso dal desiderio di “essere come Dio”; e che da allora, da buon Principe di questo mondo, continua a compiere il suo lavoro, cercando di convincere (e ci riesce, almeno da qualche secolo) gli uomini della bontà e praticabilità del suo desiderio. Di più: li convince che ciascuno di loro può essere Dio. E di conseguenza che la sua coscienza basta a dargli la giusta direzione su tutto…Gotti Tedeschi fa notare che fino alla Riforma di satana si parlava; e poi a poco a poco la sua immagine si è sbiadita, anche nelle chiese, una credenza così poco razionale, così poco moderna…Non senza un pizzico di veleno Gotti Tedeschi ricorda che “Sant’Agostino aveva già̀ definito gli “imbellettatori” di satana, quelli cioè̀ che ne ridimensionavano il potere malefico, pensate un po’: “i misericordiosi”. Ma questi “coccolatori”, ridimensionatori, leccacalzini, del ruolo del demonio, che avrebbero potuto anche essere suoi discepoli religiosamente devoti, siamo certi che oggi siano scomparsi?”.
Da un certo numero di secoli la Chiesa cattolica è stata vista come l’avversario per antonomasia. Lo è ancora adesso? Gotti Tedeschi nota. “Si direbbe che non si voglia che la Chiesa continui ad avere come obiettivo strategico quello di risvegliare e ri-evangelizzare il mondo per salvarlo. Direi persino che si vorrebbe fare in modo che la Chiesa possa venire considerata un ostacolo all’equilibrata globalizzazione del mondo”. E allora la Chiesa dovrebbe smetterla di proporre valori e verità assoluti, combattere il relativismo, difendere un’antropologia basata sulla famiglia formata da un uomo e una donna, e non dovrebbe affermare che è la miseria morale a generare quella materiale. Come lo stesso Gotti Tedeschi dimostra nella prima parte della sua opera. E naturalmente dovrebbe smettere quella pratica odiosa, il proselitismo, cioè cercare di convincere (convincere, cioè con strumenti logici e dialogici e razionali) che la salvezza è nella Chiesa, e “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”.
Osserva l’autore che la Chiesa ha sempre annunciato il Vangelo, e mai ha ceduto a ciò̀ che il mondo (la gnosi) voleva facesse. “È solo grazie agli attacchi esterni e soprattutto interni negli ultimi cinquant’anni che la Chiesa sembra essere in difficoltà nel riuscire a farlo con incisività̀, pur dimostrando sempre la certezza della Verità̀. Ma è proprio in questi ultimi cinquant’anni che inizia un attacco durissimo alla sua credibilità̀ e al suo ruolo con la giustificazione che il mondo moderno e globale non può altrimenti altro che escluderla, perché inutile e persino dannosa”.
Ma il problema è da capovolgere, spiega Gotti Tedeschi: il problema reale è che la civiltà occidentale è fallita, come possiamo ahimé constatare ogni giorno, proprio “Perché́ ha rifiutato il cattolicesimo. E questo va ora riaffermato e riproposto nella sua integrità̀, perché́ è la Verità̀”.
Abbiamo accennato prima all’opinione di Gotti Tedeschi secondo cui la miseria materiale è originata da quella morale, e non viceversa. Ci sembra interessante presentarvi le sue parole, in una citazione di una certa ampiezza, proprio perché l’autore è esperto di economia, e di conseguenza ciò che afferma in questo campo ha un valore particolare. “Insisto nell’invitare a convincerci che è la mi- seria morale a generare la miseria economica, sociale e politica, non viceversa. E credo che sia prioritario occuparsi di miseria morale prima di altre. La crisi economica in corso, che è stata generata da crisi morali passate e presenti, sta creando nuove forme di miseria anche economica. Poiché́ la miseria economica risulta essere la più̀ evidente e urgente, è bene accennarne chiarendo cosa è povertà̀ e come si deve affrontare moralmente il problema. È necessario insegnare il perché́ oggi gran parte della povertà̀ materiale nel mondo sia frutto del peccato, dell’egoismo, dell’indifferenza, dell’avidità̀ ecc. È necessario sapere che anche una ripartizione egualitaria della ricchezza (fondata sulla convinzione che sia l’iniquità̀ il peggiore dei mali) non risolverebbe il problema dell’invidia, gelosia, avidità̀, attaccamento alle cose ecc. e possiamo persino prevedere che dopo la ripartizione, si ricostruirebbe la concentrazione del- la ricchezza e della disuguaglianza, se l’uomo resta avido, egoista e indifferente. La miseria morale è originata dal peccato, ed è mio convincimento che la povertà̀ economica, non solo individuale ma anche di popolazioni intere, sia conseguenza della “povertà̀ morale” e che questa “povertà̀ morale”, come ho già accennato, debba essere risolta, nella gerarchia dei problemi, per prima, quale compito primario della Chiesa”.
Svegliarsi, dicevamo. Perché se “Essere tolleranti con il prossimo e intolleranti con se stessi è cattolicesimo”, tollerare manipolazioni e contraddizioni di fede non è tolleranza, è tiepidezza. “E magari è anche stupidità, indegna del cattolico”. Sono in corso ogni giorno manipolazioni – definite “intollerabili” che cercano di convincere che è necessario e corretto “separare fede e opere, accettare una forma di metamorfosi del peccato originale. Vedete, cari lettori, decidere di non cercare di spiegare che la Verità̀ è preliminare alla libertà, porta progressivamente i fedeli a accettare le convenzioni umane su ciò̀ che è valore, cosa è buono, lecito, legale. Con la conseguenza di scegliere le più convenienti, secondo coscienza soggettiva”.
Sono cose che accadono oggi, nella Chiesa? Rispondo con un altro brano dell’autore: “Mi sono domandato cosa sarebbe oggi il cattolicesimo se, per esempio, San Giovanni Battista avesse voluto mostrare rispetto umano nel valutare la condotta morale di concubinato di Erode. Avrebbe salvato certo la testa, ma soprattutto da allora prendere come concubina la moglie del proprio fratello sarebbe diventato persino lecito, rendendo inutili le discussioni intorno a documenti recenti di Magistero (tutta colpa perciò della intransigenza e rigidità̀ del Battista, perbacco!)”.
A questo Gotti Tedeschi fa seguire altre domande irreali sul comportamento di Gesù con i Farisei, con Pilato, e magari anche con le tentazioni di Satana nel deserto. Per far vedere quanto poco dialogasse Gesù, almeno da come ci raccontano i Vangeli. Anche se, come ci ha spiegato il Preposito Generale dei Gesuiti, che ne sappiamo, in realtà? Non c’erano registratori…
In conclusione: vi consigliamo la lettura di “Dio è meritocratico”, pubblicato da Edizioni Giubilei Regnani. 380 pagine con la prefazione di monsignor Nicola Bux, perché è una risposta concreta ed efficace, un rimedio, a una frase del santo Curato d’Ars: “La disgrazia è che non si riflette”.

http://www.marcotosatti.com/2017/05/29/dio-e-meritocratico-un-libro-di-gotti-tedeschi-per-dire-ai-cattolici-e-ora-che-ci-svegliamo/

When a man betrays Me


When a man betrays Me, he sins against Me

My dearly beloved daughter, when My Apostles came to Me, weeping and crying tears of frustration because of the way they were treated with cruelty in My Holy Name, I told them this.
Never fear rejection in My Name.
Never be frightened by the howls of the evil one, who screams through the mouths of those who serve him.
Never feel fear when you are held accountable in My Name. But when you are betrayed, by those close to you, know that it is I they have slapped in the Face.
When a man betrays Me, he sins against Me. When he betrays God’s prophets, he betrays the Triune God, and for that he will suffer greatly. 
When Intervention by the Triune God is rejected by souls, who oppose the greatest Power from Heaven, they will have to endure turmoil within their conscience. This turmoil will never leave them, unless they reconcile their souls to Me, their Jesus. To reject Me, when the soul knows that it is I, Jesus Christ, Who speaks, is regrettable. But to defy the Triune God, by interfering with God’s Intervention, in His task to save souls, this will result in a swift punishment by My Father. 
Humanity may sneer, question and analyse My Word, as it is given now, but when they dare to try and prevent Me from salvaging souls by betraying My Trust and opposing My Mercy then they will be shown no Mercy.
Your Jesus
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Un altro missile

Corea del Nord, nuovo test balistico: missile arrivato nel Mar del Giappone

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West Coast on Seismic Alert-Mysterious Wave Anomaly Coming from Antarctica

La tolleranza è di moda

29 maggio 2011 

 Il peccato sarà sempre peccato a prescindere da come voi lo giustificate


Mia amatissima figlia, come piango, Io, per tutti i Miei figli che peccano perché non capiscono i Miei Insegnamenti. Molti di loro non sono consapevoli di offenderMi, sia perché non gli è mai stata insegnata la Verità, sia perché hanno deciso di difendere i loro peccati. Molti di coloro che peccano, cercano di giustificare le loro azioni perché danno retta ad altri che usano la tolleranza quale maschera per giustificare il peccato. Il peccato sarà sempre peccato agli Occhi di Mio Padre, a prescindere da quanto esso sia piccolo. Molti di coloro che commettono un peccato grave, in qualche modo riescono sempre a difendere il loro cosiddetto “diritto al peccato”, rendendosi ciechi al male che il peccato rappresenta.

I miei figli sono fortunati poiché Io li perdono per i loro peccati
Se solo i Miei figli, ovunque, avessero saputo della Mia Misericordia, allora si sarebbero resi conto di quanto sono fortunati di aver ricevuto questo grande Dono del perdono che Io gli offro durante questa vita. Se non chiedono regolarmente il perdono, allora i loro peccati li porteranno a continuare a peccare sempre di più. Più peccheranno, più si allontaneranno da Me e più difficile sarà ritornare a Me. AscoltateMi: la Mia Misericordia è lì perché tutti voi ne beneficiate, accettatela adesso da Me. Non permettete al mondo di intrappolarvi, lasciandovi cadere in preda alle tentazioni del peccato. Una volta che avrete peccato, sarete intrappolati e non saprete dove girarvi. Il peccato vi farà sentire a disagio dentro di voi, nel profondo del cuore.

La tolleranza oggi va di moda
Moltissimi dei Miei figli continuano a gridare ad alta voce la necessità della “tolleranza nella società”. La tolleranza oggi va di moda nel senso più ampio del termine. Può essere usata per stravolgere anche il più grave dei peccati. La tolleranza viene trasformata astutamente, per difendere ogni tipo di peccato conosciuto dall’uomo nel mondo d’oggi. Ognuno rivendica il diritto alla tolleranza. Qualunque sia il peccato, nella maggior parte dei casi, esso viene promosso quale diritto civile. Non importa quanto questi peccati siano sostenuti come se “fossero un diritto”, essi saranno sempre sbagliati. È tempo che gli uomini guardino in faccia la Verità per diventare nuovamente responsabili, accettando che le azioni peccaminose a cui essi prendono parte sono moralmente sbagliate e trattando i propri simili come degli esseri umani, inclusi i bambini nel grembo come delle vere e proprie creature, equivalenti in tutte le cose.
Invocate intensamente le grazie per capire la Verità per ciò che è realmente, e non nella versione falsificata in cui avete scelto di credere perché si adatta ai vostri obiettivi egoistici. C’è una sola Verità. In cuor suo ognuno di voi conosce la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Accettate questo adesso, se volete che Io vi salvi dalle fiamme dell’Inferno.
Il vostro Salvatore
Gesù Cristo